mercoledì 10 settembre 2008

E se avessero ragione i Blu Mar Ten?

La drum'n'bass internazionale ha sfornato una serie di producer dalle qualità eccelse, sopratutto in questi ultimi anni. Eppure, i molteplici stili di cui si fa da sempre portatrice si sono notevolmente appiattiti e stanno per essere soffocati da una eccessiva oscurità stilistica Il groove, le buone vibrazioni della dnb, il soul, il suono deep per intenderci, stanno via via scomparendo e molti appassionati della prima ora si stanno disamorando. Un curioso quanto esplosivo post di Chris dei Blu Mar Ten, una giovane (musicalmente) crew di producers anglosassoni, mi ha spinto ad una ulteriore riflessione. Sono addentro a questa scena da parecchio tempo e non ho dubbi nel dirvi che il livello produttivo italiano non aveva mai raggiunto tali traguardi. Penso a Roma, Milano, Bologna.... Eppure, i conti non tornano. Le affermazioni dei Blu Mar Ten hanno scatenato una interessante e partecipata discussione sul principale forum di discussione italiano dedicato alla drum'n'bass, alla quale sarebbe ottimale dare un seguito un po' ovunque, per smettere, una volta per tutte, di essere sempre catalogati come quelli "brutti, sporchi e cattivi". Non si sta certo parlando di un mero ritorno alle radici - bisogna salvaguardare il nuovo che avanza - ma di un'apertura intellettuale. Sarebbe un notevole passo in avanti, visibile ed interpretabile da una audience più ampia e, se volete, più generalista. E' necessario produrre musica dnb che abbia un'anima, che riesca finalmente a comunicare con le persone e che non si limiti a suonare più forte o più potente di ciò che la circonda.

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